Pubblicato da: matteobatisti | gennaio 14, 2009

Pubblicità su Dio che non esiste

Ieri, ascoltando il telegiornale, ho appreso che in alcune capitali europee esiste una pubblicità che viene affissa su autobus per affermare che Dio non esiste, ma che dobbiamo essere comunque felici.

Premesso che ogni persona è libera di affermare quanto ritiene e di esprimere le proprie opinioni, sarebbe anche opportuno che nel farlo rispettasse le altre persone e la religione altrui. Diventa paradossale pensare a contesti e relazioni con religioni come Islam o Ebraismo nelle quali, qualsiasi affermazione contro di esse, trova la risposta di una Jihad con possibili condanne a morte per il reo, per quanto attiene alla prima, ovvero accuse di antisemitismo e assimilazione ai nazisti per le seconde.

Ebbene, al contrario, quando l’attacco si rivolge al cristianesimo come bersaglio diretto, si chiede alla Chiesa, all’opinione pubblica ed ai cristiani di porgere l’altra guancia, di essere rispettosi della libertà altrui. Questo ragionamento suscita qualche perplessità e fa emergere una contraddizione in termini proprio da chi lo rivendica.

Se infatti nessuno vieta di esprimere la propria idea, è altrettanto vero che questa espressione dovrebbe essere rispettosa dell’altrui pensiero. Se non si vuole imporre il cristianesimo a chi non ci crede, allo stesso modo non dovrebbe esserci una comunicazione che si muove nella direzione opposta.

Se non credi in Dio, libero di scriverlo e di dirlo, ma perché utilizzare gli autobus dove vengono messi spot pubblicitari, per un simile messaggio? Non è uno svilimento di una convinzione che tocca una parte profonda dell’uomo, la fede o meno in un Dio che interviene nella sua vita? Si può svilire una simile riflessione in quel modo?

Verrebbe da pensare che in fondo questo è in linea con la svalutazione di tanti aspetti legati alla persona umana. Se è vero che dove ci giriamo vediamo corpi nudi o atti più o meno espliciti di sesso, uno degli atti che riguarda l’uomo nel suo profondo, come donazione di sè all’altro nell’amore, può ben accadere che anche la fede venga messa sul retro di un autobus.

Ora io non chiedo censura, ma chiedo rispetto della dignità dell’uomo, chiedo che se si vuole fare un azione per sollevare il tema questo non mi sembra il modo migliore. Non ritengo valido pensare che l’importante è parlarne, infatti qui si tratta di un tema delicato e di una comunicazione aggressiva e molto problematica.

Mi domando: ed i ragazzi che prendono quell’autobus cosa dovrebbe pensare? A chi andranno a chiedere su quella scritta? Chi la scrive, pensa di dare un senso positivo andando ad attaccare Dio in una società nella quale lo svuotamento di valore, il relativismo, il nichilismo sono i fari guida di tanti isolati mondi, nel quale ognuno detta le proprie regole.

Che società può essere basata sul vuoto, quando anche la stessa natura intorno a noi si fa conoscere chiarendoci che leggi e regole sono necessarie, per dare ordine ad un caos che altrimenti non potrebbe che travolgere la vita.

Una pubblicità utile per riflettere? No, non utile per riflettere, semplicemente sterile portatrice di una ventata di nulla ed in quanto tale, percepibile all’istante, ma in seguito può condurre semplicemente al vuoto, ovvero lasciare indifferenti. Una nota, è stato detto che questa pubblicità risponde all’8 x mille della Chiesa, spesso reclamizzato. Anche volendo accomunare i due messaggi, cosa per me difficile visto che uno parla di opere, l’altro di nulla, andrebbe comunque segnalato il tenore del messaggio ben diverso: la Chiesa ricorda chi non è fortunato, chi non può farcela ed invita a guardare oltre il proprio orticello per aiutare gli altri. Questo messaggio degli atei ti dice di “fregartene”, di pensare a te, di essere felice nel tuo egocentrismo.

Bene, ditemi voi dove potete trovare l’uomo, dove trovare gioia, dove pensate che la vita, i giovani, noi, dobbiamo andare per dare senso alla nostra esistenza. Se una persona atea ritiene di comunicare il proprio vuoto, può ben farlo impostando un dialogo nelle sedi opportune o trovando punti di confronto, ma non si nasconda dietro anonime affissioni, che servono soltanto a ingenerare quel senso di vaga dispersione che nessun frutto ha mai generato.

Spero che sul punto ci sia un dialogo, dei confronti e non si liquidi semplicemente come una sciocchezza o con attacchi frontali. Chi non crede in Dio è normalmente una persona che non lo ha conosciuto, perché nessuno ha portato una parola di vita nella sua esistenza. Non va liquidato con superficialità ne con alterigia, ma serve un fattivo confronto per comprendere quale esperienza personale ha portato alla sua formula per la non esistenza di Dio, in modo da capire dove e come è radicata e perché è diventata una bandiera.

Dialogo, speranza, rispetto.

M.Bat

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Responses

  1. Scusa ma perchè hai dato per scontato che quegli autobus facessero riferimento al dio dei cristiani? Essi affermano che non esiste un dio quindi questo vale per il dio cristiano, per quello islamico, per quello ebreo e via dicendo.

  2. Tre riflessioni.

    1. “Se infatti nessuno nessuno vieta di esprimere la propria idea, è altrettanto vero che questa espressione dovrebbe essere rispettosa dell’altrui pensiero”.
    A parole dici di non volere la censura, ma nella sostanza la reclami giustificandola con l’idea che affermare pubblicamente che dio NON esiste offenderebbe i credenti.

    2. “Se una persona atea ritiene di comunicare il proprio vuoto”
    Ecco, questo invece è molto offensivo per me che sono Ateo. Io dico semplicemente che dio NON esiste, ma non mi permetto di giudicare i credenti.
    Mentre in questo post vengo tranquillamente definito un essere “vuoto”.

    3. “è stato detto che questa pubblicità risponde all’8 x mille della Chiesa, spesso reclamizzato […] la Chiesa ricorda chi non è fortunato, chi non può farcela ed invita a guardare oltre il proprio orticello per aiutare gli altri”
    Questo è quello che vogliono farti credere con le loro costosissime pubblicità
    Me leggiti questo documento:
    http://www.8xmille.it/cartella_stampa/OM_Comunicato_Stampa_ripartizione_2008.pdf
    e scoprirai che solo il 20% viene dato in beneficenza (pari a quanto viene impiegato per l’ “edilizia di culto”, ovvero costruire chiese).
    Se vuoi conoscere un po’ meglio cosa si nasconde dietro l’8xmille alla chiesa cattolica, dai un’occhiata qui:
    http://www.uaar.it/laicita/otto_per_mille/

    Saluti.

  3. Non do assolutamente per scontato che sia solo contro il Dio cristiano, anzi. Chiaro che è contro qualsiasi religione che affermi l’esistenza di Dio, ma nella mia riflessione il punto di vista è legato al territorio ed alla mia persona, questo lo denota di uno sguardo che per ognuno di noi è ovviamente condizionato.
    Non ho competenze talmente ampie da permettermi di intervenire a nome delle altre religioni e preferisco non dire cose al di fuori delle mie corde.
    Inoltre da quanto scritto, capirai quali potranno essere le reazioni anche delle altre religioni.

    M.Bat

  4. Rispondo ad ateo, cercando di seguire punto punto:
    1) non voglio la censura, non reputo corretto impedire alle persone di esprimere la propria opinione. Esistono regole definite per cosa si può fare e cosa no in una società. Se usi alcune parole, queste possono essere offensive, se denunciato. Se vai in giro nudo, forse sarai arrestato per aver offeso la pubblica opinione. Ora se alcune cose sono vietate, altre andrebbero gestite con accortezza, perché non tutto può essere detto con naturalezza, perché può urtare con la sensibilità delle persone e può denotare un cattivo modo di comunicare.
    Quello che dico è che parlare di un argomento così profondo utilizzando questo canale, con quel messaggio brutale, non mi sembra il modo corretto e non lo condivido.
    2) Ora, mi scuso se ti ho offeso, non era mia intenzione affermare che una persona atea è priva di valori e quindi vuota nell’accezione da te compresa. Coerentemente con quanto detto al punto 1), spesso i mezzi di comunicazione non raggiungo l’obiettivo di comunicare quanto pensiamo. La mia affermazione, estrapolata dal contesto della riflessione, è legata al fatto che eliminare Dio comporta inevitabilmente la creazione della propria divinità, con un uomo che definisce da sé i criteri, i valori e i rapporti, a proprio insindacabile giudizio. C’è un cambiamento, un uomo che si riempie di contenuto, in parte attivamente, molto spesso passivamente, senza però avere una direzione unica e chiara. Ebbene questo passaggio di eliminazione svuota l’uomo di alcuni pensieri e criteri, che spesso non vengono riempiti, anzi lasciano desolazione e solitudine, con le conseguenze quali al depressione e la difficoltà di affrontare le sfide della vita.
    3) Ho letto e ti dico che conosco bene i dati riportati, seppur non condivido il modo di leggerli. Io credo che la Chiesa, come tutte le istituzione umani, sia costituita da persone valide ed altre meno, da persone coerenti ed altre meno. I sacerdoti e il clero in genere, sono i più sottoposti a cadere, in quanto il demonio si glorifica del fatto che una singola caduta, fa molto più rumore di tutto il bene che fanno. Se si guardano solo gli errori di oggi e quelli della storia o quelli che farà domani, la Chiesa può sbagliare, ma questo non vuol dire che sia in mala fede come si vuole dare ad intendere.
    Quei soldi servono al sostentamento della Chiesa, tutta, non soltanto per i poveri e gli affamati. Servono edifici, luoghi dove la gente, come in Kenya durante la guerra, ha trovato rifugiato dalla morte. Servono centri di formazione, per dare sacerdoti che siano in grado di rispondere alle domande delle persone che vogliono un riscontro vero e profondo alla loro sofferenza. Servono tribunali per gestire ed amministrare, tutto quanto viene speso è sempre per il bene della comunità Chiesa, di cui fanno parte tutti i battezzati. Un organismo ha bisogno di prendersi cura di tutti gli organi per permettere alle persone di avere il conforto necessario. La Chiesa ha tante anime, Madre Teresa di Calcutta era una parte del tutto, ma per poter fare ciò che riteneva giusto ha sempre seguito ed è rimasta innestata nella Chiesa.
    Se vogliamo possiamo dire tanto sulla chiesa, diventa utile però farlo guardando realmente al bene che tante attività, come la caritas o gruppi di missionari ecc… fanno nel mondo.
    Non guardiamo soltanto agli errori, altrimenti il rischio è soltanto quello di chiudere il dialogo e non progredire nel confronto.

    Spero di aver risposto. Mi scuso comunque se ho offeso qualche ateo, non è mia intenzione, anzi.
    M.Bat


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