Inserito da: matteobatisti | Febbraio 8, 2008

La Sharia in Inghilterra

Se un titolo simile apparisse nel 2050, forse non sarebbe poi molto strano e controverso, ma certo la dichiarazione odierna dell’Arcivescovo di Canterbury lascia un pò interdetti:

L’Arcivescovo di Canterbury propone di introdurre la Sharia in Gran Bretagna

Che cosa aggiungere oltre al fatto che la dichiarazione di apertura all’adozione della legge morale dell’Islam nelle leggi laiche dello stato anglosassone, ha suscitato un vero vespaio di polemiche. Un numero talmente elevato da suscitare subito un irata reazione da parte degli islamici che ovviamente non possiamo contestare, ma condividere.

Una prima riflessione sarebbe quella circa la capacità delle persone di comprendere che quando toccano argomenti così delicati non dovrebbero farlo senza comprendere a pieno da quale posizione stanno parlando e quale risonanza avranno le loro parole. La consapevolezza e la responsabilità sono proprie di tutte le persone e dovrebbe acuirsi per chi è chiamato a rivestire il ruolo di guida, sia esso di una comunità che di un gruppo ristretto di parole.

Ebbene le dichiarazioni dell’Arcivescovo, stupisco non per il senso, la volontà di creare integrazione con una parte rilevante della popolazione inglese di religione islamica, ben comprensibile ed anche condivisibile, ma per l’incapacità di circoscrivere questa riflessione nell’adeguato contesto. Infatti è sicuramente sconveniente un’apertura verso un complesso di norme che appare quanto mai datato e spesso in aperto contrasto con i più fondamentali diritti della persona umana, nonché totalmente squilibrato verso il gentil sesso.

Se deve esserci un’apertura su alcuni argomenti sarebbe opportuno che fosse fatta a condizione di trovare dei possibili compromessi utili sia per l’integrazione di chi è un fedele di Maometto, sia per le costituzioni democratiche presenti nell’occidente. Servirebbe un percorso di crescita che forse è prematuro fare perché ancora oggi le persone che sono emigrate vivono in un contesto non loro, mentre la prima e seconda generazione che ormai si è in qualche modo affrancata, sfodera un certo atteggiamento di rivalsa che paradossalmente inasprisce i toni.

Oggi è il momento per porre delle basi utili per il confronto, senza però avventurarsi in territori sconosciuti e fin troppo caldi onde correre il rischio non di accelerare il processo di integrazione, ma soltanto di alzare i toni ed ottenere l’effetto contrario.

La prudenza è una virtù che uomini di responsabilità dovrebbero esercitare in primis sulle parole che pronunciano.

M.Bat


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