Vorrei segnalare che uno dei rari programmi televisi che approcciano anche argomenti scomodi per la politica, sembra essere oggetto di una involuzione verso l’appiattimento che attua buona parte della disinformazione italiana.
Per avere un idea date uno sguardo qui:
Sortino “Lascio le Iene Mediaset mi censura”
Che cosa potrei dire, forse posso sottolineare come sia deleterio che gli strumenti di comunicazione sia in possesso della politica che può gestirli a suo piacimento. Non vorrei essere frainteso da qualcuno che pensa che Berlusconi è l’unico, date uno sguardo al Blog di Beppe Grillo sulla lobby dei giornalisti e su come manipolano le informazioni per rendervi conto che Berlusconi e Mediaset sono un caso manifesto, ma solo uno dei tanti.
Sarebbe un illuso chi credesse che la stampa ha posizioni equilibrate, in Italia è già difficile avere informazioni perché normalmente ciò che arriva è già il commento alla stessa, ma ancora di più è probabile che di certi argomenti non se ne parli.
Siamo il paese nel quale molte cose sono evidenti, ma pochi hanno il coraggio di indicarle e chiamarle con il loro nome, perché verranno osteggiati e messi al bando. Omerta e superficialità, questi i requisiti di classe politica e di chi deve assisterla.
Non a caso Max Weber, nel suo saggio sulla “Politica come Professione”, ha diverse parole da spendere sui giornalisti, rilevando come questa nuova professione, vada a braccetto con la politica e viva della politica, scriva dei suoi misfatti e molto più spesso, dia voce agli stessi politici.
Non sorprendiamoci dunque di vedere che spesso la commistione di interessi e piani porti a scelte che sono contrarie all’interesse democratico per avvantaggiare i singoli. Dovremmo al contrario avere il coraggio di contestare queste scelte boicottando trasmissioni e giornali, affinché comprendano che siamo stanchi di essere quelli che alla fine pagano per le scelte degli altri.
Speriamo che questo coraggio cresca sempre di più nelle persone e non si trasformi, invece, in una semplice volontà di sfogare lo stress in aggressività contro politici o contro tutti quelli che capitano a tiro. La violenza in sé non è mai costruttiva e non deve essere la conclusione del percorso di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, altrimenti il futuro di questo paese è già stato segnato.
M.Bat