Non molti sapranno, ma forse qualcosa hanno sentito, sul fatto che molte chiese ortodosse celebrano il natale nella data che per noi corrisponde al 7 gennaio. Senza scendere nel dettaglio di questo aspetto, ciò che appare molto interessante, è la lettera ricevuta dagli ambasciatori egiziani:
Gli Italici Copti: Fermate l’Egitto
Il mio consiglio è quello di leggere il lungo articolo, nella quale vengono alla luce tante verità che spesso sono negate o trascurate dalla stampa.
Insisto molto sulla libertà perché ritengo che in un paese che voglia definirsi democratico e moderato, come l’Egitto, debba esserci il rispetto della persona e delle scelte che compie. Il mio non è un accanimento contro l’Islam, bensì uno schierarsi contro le strumentalizzazioni che trasformano la religione in un metodo per governare cercando di convogliare l’insoddisfazione della popolazione verso alcune categorie di persone perseguitabili perché hanno delle differenze dalla maggioranza.
Da sempre questa via è stata percorsa con tragico successo. Esempi gravi sono presenti nella storia della moderna Europa, uno su tutti un certo Hitler, che a suo tempo aveva concentrato l’attenzione, come poi purtroppo quella della popolazione che ha creduto in lui, sugli Ebrei, con le tragiche conseguenze che tutti sappiamo. Ebbene, in maniera non dissimile, in molti altri contesti islamici, dove c’è malcontento e difficoltà nella vita quotidiana, spesso il capro espiatorio sono i cristiani e le altre religioni, rei di essere diversi.
La diversità è sempre stata e sempre sarà un elemento che crea paura, timore, perché costringe l’uomo a confrontarsi con se stesso e verificare se quello in cui crede, come stile di vita e anche come fede, può reggere il confronto con l’altro. Richiede la volontà di dialogo, la disponibilità al cambiamento, inevitabile per trovare un compromesso, ma questo senza che nessuno dei due debba rinunciare alla propria identità, bensì creando equilibri nuovi ed originali, che possano servire per le generazioni successive. Dove manca questa disponibilità, oppure dove non si vuole assistere ad una crescita del benessere comune, si devono cercare capri espiatori per giustificare le colpe degli uomini e di chi fa queste scelte.
Non voglio certo dire che l’occidente non ha responsabilità, badate bene. Sarebbe un errore gravissimo, in quanto la politica estera U.S.A., ma non solo, è stata quanto di più deleterio si possa ricordare nella storia umana. La sua attività è stata sempre dettata da motivi di interesse economico, raramente umanitario, e quando ci sono i soldi che muovono le decisioni, raramente vengono fatte nell’interesse dell’uomo, ma sempre per quello dei singoli individui. Torniamo dunque al punto di partenza: dove si sceglie il proprio interesse particolare e non ci si apre al dialogo, sempre e comunque sarà sconfitta la libertà e la dignità dell’uomo.
La difficoltà vera è trovare persone che hanno la disponibilità a non chiudersi per ascoltare e magari accogliere l’altro, cercando di non guardare il proprio tornaconto, ma il bene di entrambi. Se si partisse da questo, il mondo, dal piccolo, potrebbe cambiare. Con tanti martiri ed eroi che nel quotidiano, hanno il coraggio di sacrificare se stessi per scoprire che non perdono la propria identità, ma la ritrovano arricchita e come maggiorata.
Incontrare un altro nel dialogo vuol dire crescere…cerchiamo il coraggio di avere questa disponibilità.
M.Bat