Inserito da: matteobatisti | Aprile 26, 2009

Un occasione mancata

Sinceramente se da un lato può essere comprensibile, dall’altro la dichiarazione di Obama in occasione del giorno del ricordo del genocidio degli armeni per mano dei turchi, appare un occasione mancata per testimoniare che realmente l’aria è cambiata. Poteva essere un momento di rottura con un alleato storico in quell’area, per il quale gli USA premono per l’ingresso in Europa e che svolge un ruolo di filtro e mediazione verso il mondo arabo. Ma se fosse stato costruito in maniera adeguata, il messaggio poteva ben essere chiaro: basta mezze verità e bugie, con un’apertura anche su altri argomenti di interesse mondiale e quindi un vero cambio di rotta.

UN approfondimento lo trovate qui:

Genocidio armeni: la Turchia si arrabbia con Obama

Mi auguro che con il tempo il presidente Obama non diventi una delle tante pedine di giochi politici più grandi di lui e che alla fine la sua presidenza si riduca in un gioco pirotecnico, dopo la luce abbagliante e i forti rumori, un pò di fumo, ma poi nulla….

M.Bat

Inserito da: matteobatisti | Marzo 20, 2009

Preservativi ed Africa

Sono interdetto, a volte non comprendo le persone, o meglio, capisco bene gli itneressi economici e gli equilibri e questo mi lascia ancor più convinto di come oggi chi governa, al di là die finti proclami di democrazia, in realtà faccia molto dei propri interessi.

Infatti le dichiarazioni di diversi stati europei sul problema dell’Aids in Africa, affrontato dal Papa nel suo viaggio con una dichiarazione ovviamente in linea con il pensiero non solo della Chiesa Cattolica, ma di chiunque voglia utilizzare un pò di sale in zucca, è che l’uso di preservativi non è certo uno strumento utile per una guerra che deve essere combattuta su molteplici fronti, primo tra tutti la formazione e l’educazione delle persone.

Si può essere d’accordo pienamente o meno, ma strumentalizzare la frase per suscitare sterili polemiche a riguardo, diventa realmente paradossale come molte testate giornalistiche sottolineano:

L’ipocrisia di chi vuol dare lezioni al Pontefice

«Ratzinger ha ragione, la salvezza non verrà dai preservativi»

Mi auguro che la Santa Sede, le organizzazioni internazionali e quanti operano per il bene comune, non siano propense a cedere a facili compromessi ritrattando posizioni sulle quali serve decisione e non un compromesso utile a creare dialogo. La percezione errata, in questi giorni, è stato di una Chiesa disposta a spiegarsi meglio, mi auguro che questo non faccia fraintendere il fronte opposto, in quanto su simili argomenti e sulla tutela dell’uomo e della sua dignità, che passa anche tramite la corretta educazione alla salute, nessuno di noi può permettersi di soprassedere cercando di coprire il tutto con un semplice preservativo!

M,Bat

Inserito da: matteobatisti | Gennaio 14, 2009

Pubblicità su Dio che non esiste

Ieri, ascoltando il telegiornale, ho appreso che in alcune capitali europee esiste una pubblicità che viene affissa su autobus per affermare che Dio non esiste, ma che dobbiamo essere comunque felici.

Premesso che ogni persona è libera di affermare quanto ritiene e di esprimere le proprie opinioni, sarebbe anche opportuno che nel farlo rispettasse le altre persone e la religione altrui. Diventa paradossale pensare a contesti e relazioni con religioni come Islam o Ebraismo nelle quali, qualsiasi affermazione contro di esse, trova la risposta di una Jihad con possibili condanne a morte per il reo, per quanto attiene alla prima, ovvero accuse di antisemitismo e assimilazione ai nazisti per le seconde. Continua a leggere…

Inserito da: matteobatisti | Gennaio 3, 2009

Kung Fu Panda

Un nuovo film di animazione, relativamente nuovo visto che mentre scrivo è uscito il dvd, nel quale i protagonisti sono animali. E’ bello vedere come sempre di più l’uomo è diventato lo sfondo dei racconti, spesso scompare totalmente, altre volte è percepito solo come minaccia (Madagascar)  o cattivo esempio (Wall-E).

In questo film il Kung Fu è al centro della storia, in apparenza fatta di mille salti ed acrobazie, di combattimenti e di arti marziali. Ma spesso, come sempre più spesso accade, la scusa della storia per bambini permette agli autori di trasmettere messaggi migliori di molti altri film che sono in circolazione. Anche in questo caso il messaggio contenuto nella pergamena è molto più profondo di quanto i protagonisti possano immaginare. Continua a leggere…

Inserito da: matteobatisti | Gennaio 3, 2009

Hancock

Film molto originale, in cui l’elemento d’analisi del supereroe non è la sua forza, i suoi poteri o capacità. Nel film non esistono cattivi all’altezza del presunto buono, non c’è una minaccia aliena o un super cattivo venuto dal suo pianeta natale.

Il problema per l’eroe è all’inizio la sua memoria, poi diventano i propri sentimenti e la capacità di affrontare un dilemma struggente per la sua esistenza. Un film d’azione, con anche un pizzico di romanticismo, per affrontare il nuovo anno con il giusto spirito: realista, ma sempre e comunque con la speranza nel cuore che il mondo possa migliorare.

Will Smith, Charlize Theron, due attori che sono in grado di vestire realmente panni molto mutevoli, da dramma alla commedia. Forse non sono propriamente compiuti nel film, ma comunque sprazzi della loro bravura trapelano e uno sguardo al film, veloce e rapido, vale la pena darlo.

M.Bat

Inserito da: matteobatisti | Dicembre 22, 2008

La coscienza di un liberal

Il testo che indico potrebbe apparire complicato, ovvero indurre il lettore a pensare che dovrà confrontarsi con un libro scritto dal nuovo premio nobel per l’economia e quindi ricco di riferimenti complessi ed articolati.

Ebbene Paul Krugman non si è dilettato in questo testo in disamine teoriche, bensì si rivolge ad una vasta platea con dati concreti per cercare di comprendere la deriva della società americana che sta ormai declinando sempre di più verso un triste e all’apparenza inevitabile, degrado. La sua analisi prende spunto da dati oggettivi, conteggi ed analisi che possono essere contestate, come sempre, ma che non possono essere negate.

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Inserito da: matteobatisti | Dicembre 16, 2008

Lutto a Natale

Non se ne vorrebbe mai parlare, ma certo la morte è una delle poche certezze della vita che non può essere negata da alcuno. Quando poi la mietitrice  colpisce nel periodo natalizio, ebbene diventa tutto più complesso, perché sembra quasi che sia fuori luogo. Tutto intorno a noi spinge perché diamo seguito ad un pensiero bello, quello di fare regali, con un consumismo che invece dovrebbe essere sfrenato e sregolato….

Se in questo trambusto di luci, pacchetti, fiocchi e carta regalo, una delle persone care viene a mancare, ebbene il natale cambia, diventa diverso, subisce una metamorfosi radicale. Cadono le stelle, spariscono le luci, tutto viene ridotto all’essenziale, perché ci riconduce al centro, all’obiettivo, ad una consapevolezza che cerchiamo di negare in qualunque modo, fino alle estreme conseguenze, che ci conducono a guardarci dentro. Continua a leggere…

Inserito da: matteobatisti | Dicembre 11, 2008

La terza età

Si avvicina il periodo natalizio, in tanti pensiamo ai regali e riflettiamo sulle nostre disgrazie, perché non abbia più certe economicità che ci permettono di soddisfare ipotetici bisogni. Il periodo sembra critico, ma forse ci scordiamo o tendiamo ad avere una memoria eccessivamente corta e non ricordare che altri sono stati i veri periodi neri della storia.

In questo una fascia di età, che sicuramente vive tra mille disagi il tempo odierno, può essere un vero valore aggiunto, in più di una situazione. Se è vero che l’Italia si avvia a raggiungere notevoli vette nella presenza degli anziani come percentuale della popolazione, è altrettanto vero che la scarsa lungimiranza del nostro paese non ci sta portando a comprendere al meglio che una ipotetica debolezza può essere trasformata in un motore del rinnovamento. Continua a leggere…

Inserito da: matteobatisti | Dicembre 10, 2008

Il futuro del Management

Il libro di cui parlo è sicuramente molto particolare, in quanto il titolo lo farebbe collocare tra i saggi che attirano poche attenzioni, in quanto troppo tecnici. Questo errore pò condurre anche a ritenere che sia un saggio che voglia fare voli pindarici verso idee o luoghi che devono conviverci di pratiche o strategie particolari per la gestione dell’impresa.

Niente di più errato, in quanto l’autore, Gary Hamel, è una persona di raro ingegno che ha scritto un libro accessibile a tutti, in particolar modo a chi di management non è detto che se ne occupi direttamente. C’è un analisi puntuale e concreta della situazione, che prende spunto da casi di successo importanti per segnalare la strada che i manager e chi lavora nelle aziende dovrebbe intraprendere per il futuro. 

Stimoli e riflessioni, senza però indulgere su delle indicazioni dirette, bensì lasciando liberi di sperimentare e di ragionare da parte di chi riceve gli input di questo libro. Leggerlo aprirà nuovi orizzonti di riflessione anche per chi non si è mai posto molte domande, subendo spesso passivamente la gestione imposta da parte di manager spesso ciechi e non lungimiranti.

M.Bat

Inserito da: matteobatisti | Dicembre 6, 2008

Recessione

Ormai tutti ne parlano e tutti cercano di dire la propria per cercare di dimostrare la propria competenza a riguardo. L’unica verità, palese, è che il modello economico che ha monopolizzato l’economia mondiale mostra il suo tallone di achille dimostrando che il mercato è vittima di se stesso.

Ovviamente le persone colpite non sono i ricchi e benestanti, che in questi periodi di crisi riescono a fare gli affari migliori per ritrovarsi, quando l’economia ricomincerà la propria risalita, ancora più ricchi di prima, con un divario che aumenta verso la classe povera ed assottiglia sempre di più la fascia media della società.

La borghesia andrà a sparire, o sarete ricchi o sarete poveri, anzi no. Meglio dire che ho sarete tra quelli che finanziano o tra quelli che saranno indebitati con le banche, spendendo molto più di quanto guadagnate e gestendo i flussi di denaro con finanziamenti, mutui, dilazioni, in un continuo rapporto debitorio verso gli istituti di credito. Quanto succede negli USA dimostra come questo modello sia pericoloso e concretamente basato su una economia volatile e speculativa, ma purtroppo sempre più diffusa.

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